Il mezzo Toro

Poiché siamo già in Toro, voglio ricordare che un conto è il segno del Toro e un conto è la costellazione che vediamo nell’immagine, chiamata anch’essa Toro. Ebbene, l’astrologia si occupa di segni, non di costellazioni! E noi siamo entrati nel segno del Toro, non nella costellazione del Toro!
E per chi volesse capire come mai il Toro della costellazione è metà e basta, riporto quanto scrissi in altra occasione:
Perché il Toro della costellazione non è ‘completo’? Rappresenta sì un Toro, ma senza una coscia, e comunque senza la sua parte posteriore! Il mito ce lo spiega.
Si narra che Ishtar (la Venere mesopotamica), si innamora del re Gilgamesh. Ammaliata dalla sua bellezza e dalla sua forza, gli chiede di diventare suo sposo e di giacere con lei. Il re conosce però la vita sregolata della dea e sa che ella non ha pietà degli uomini che con lei giacciono, facendoli infatti uccidere dopo che con essi ha passato notti d’amore, e perciò sdegnosamente la rifiuta. Ishtar, furibonda, accecata dall’ira per l’affronto subito, chiama il Toro Celeste, il cui galoppo è portatore di tempeste e terremoti e la cui venuta procura sette anni di siccità; la lotta è furibonda, apocalittica, Gilgamesh sembra non farcela più, ma Enkidu, il suo fidato amico, lo soccorre afferrando una coscia e il membro del Toro Celeste, strappandoglieli con un colpo violento e gettandoli in faccia alla dea, che umiliata e sconfitta se ne torna al suo cielo.
Si narra che la dea, per onorare il suo Toro Celeste, l’abbia poi messo tra le stelle, senza la parte posteriore ‘strappata’, facendo così nascere la costellazione del Toro…





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