Il mezzo Toro

Poiché siamo già in Toro, voglio ricordare che un conto è il segno del Toro e un conto è la costellazione che vediamo nell’immagine, chiamata anch’essa Toro. Ebbene, l’astrologia si occupa di segni, non di costellazioni! E noi siamo entrati nel segno del Toro, non nella costellazione del Toro!
E per chi volesse capire come mai il Toro della costellazione è metà e basta, riporto quanto scrissi in altra occasione:
Perché il Toro della costellazione non è ‘completo’? Rappresenta sì un Toro, ma senza una coscia, e comunque senza la sua parte posteriore! Il mito ce lo spiega.
Si narra che Ishtar (la Venere mesopotamica), si innamora del re Gilgamesh. Ammaliata dalla sua bellezza e dalla sua forza, gli chiede di diventare suo sposo e di giacere con lei. Il re conosce però la vita sregolata della dea e sa che ella non ha pietà degli uomini che con lei giacciono, facendoli infatti uccidere dopo che con essi ha passato notti d’amore, e perciò sdegnosamente la rifiuta. Ishtar, furibonda, accecata dall’ira per l’affronto subito, chiama il Toro Celeste, il cui galoppo è portatore di tempeste e terremoti e la cui venuta procura sette anni di siccità; la lotta è furibonda, apocalittica, Gilgamesh sembra non farcela più, ma Enkidu, il suo fidato amico, lo soccorre afferrando una coscia e il membro del Toro Celeste, strappandoglieli con un colpo violento e gettandoli in faccia alla dea, che umiliata e sconfitta se ne torna al suo cielo.
Si narra che la dea, per onorare il suo Toro Celeste, l’abbia poi messo tra le stelle, senza la parte posteriore ‘strappata’, facendo così nascere la costellazione del Toro…
Guardando in su…

Chi vede per la prima volta una carta del cielo nota forse che, contrariamente a quanto si studia a scuola, gli astrologi mettono la Terra al centro dell’universo e vi fanno ruotare attorno tutti gli altri astri. La visione che si ha, insomma, dovrebbe rispecchiare quello che si vede dalla Terra.
L’astrologia divide i corpi celesti che circondano la Terra in due grandi gruppi, le Stelle Fisse, che sono tutte le stelle che stazionano stabilmente in un determinato luogo all’interno delle costellazioni, e i pianeti, che sono i corpi che si muovono, cambiando costellazioni e segni zodiacali. La parola ‘pianeta’ significa ‘errante’, ‘vagante’, e l’astrologia considera pianeti tutti e 10 i corpi celesti che dalla Terra vediamo girare intorno a noi, compresi quindi anche il Sole e la Luna.
Qui accanto un’immagine dipinta su una chiesa fiorentina ci serve da esempio: il Toro della costellazione ha sul muso e sulle corna alcune stelle, disposte a forma di V, queste sono stelle Fisse, dai nomi ricchi di suggestione, come Aldebaran, o mitologici, come le Iadi; ma notiamo che, in cima al muso, vi è disegnata anche la Luna, ed è questo che, insieme ad altre collocazioni temporanee, ci fa capire che quella costellazione parla di un momento storico preciso. Si tratta, insomma di un ‘oroscopo’, parola che significa “guardare l’ora”.
Dell’affresco in questione ho già parlato qui.
Toro, inteso come costellazione...

Una bella immagine del Toro , che fa parte delle carte celesti disegnate dall'astronomo Johannes Heverius, nato acquario nel 1611, e contenute nella Uranographia del 1690, un catalogo di mappe stellari.





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